Il “Dolce far niente” di J.W. Godward

John William Godward dipinge in Inghilterra tra la fine dell’Ottocento ed i primi del Novecento; ritrae bellissime donne, abiti fluenti, marmi sontuosi e dolcissimi paesaggi classicheggianti.

Sconosciuto dalle nostre parti e spesso assimilato alla corrente preraffaellita, è in realtà un tardo neoclassico, sulla scia di Alma Tadema.

Secondo me nessun altro pittore rende come lui la placida beatutudine estatica di essere fuori dal flusso degli eventi e del caos, e di crogiolarsi proprio nell’ozio più godurioso. “Dolce far niente” racconta una sensazione, il riposo senza senso di colpa, quel momento in cui non c’è pensiero, che non è sonno ma forse sogno ad occhi aperti.

Il “fare niente” è uno dei desideri più comuni, il desiderio di liberarsi dagli affanni del quotidiano, di fermarsi ed essere sereni, senza pensiero per ciò che verrà, essere nel “qui ed ora”.

Lo trovo davvero la panacea per il caos dei nostri tempi, riuscire a ritagliarsi uno spazio per sé, senza pensieri, circondati solo da visioni di bellezza estatica senza tempo.

17 pensieri riguardo “Il “Dolce far niente” di J.W. Godward”

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